Conclusa l’edizione 2019 di Zoomark: buyer esteri in crescita del 23%

Cala il sipario sulla 18° edizione di Zoomark International, che ha registrato un aumento di numeri su tutti i fronti. In 4 giorni di manifestazione si sono contati 757 espositori provenienti da 45 Pesi che hanno affollato i 55mila metri quadri a disposizione. Soddisfatta l’aspettativa di una maggior presenza internazionale, incentivata anche dallo slittamento dei giorni di kermesse dal lunedì al giovedì. Non solo infatti si sono contate sei collettive nazionali ma sono stati anche organizzati focus di approfondimento sui differenti mercati e sulle opportunità di business per gli USA, il Canada, la Russia, gli UK, la Cina, l’India e la Repubblica Ceca. Inoltre gli espositori stessi hanno confermato di aver accolto un numero importante di visitatori e buyer esteri nei propri stand.
Zoomark InternationalAntonio Bruzzone, direttore generale di BolognaFiere, ha così commentato la buona riuscita della fiera: «Tra i punti di forza di questa edizione gli oltre 20 convegni, workshop, incontri per le diverse categorie di addetti ai lavori che hanno potuto aggiornarsi professionalmente e avere una visione sintetica sulle principali novità, ricerche di mercato, modi per affrontare con successo l’import-export. Ottima accoglienza da parte di espositori e visitatori del cambio delle date. Una decisione che ha contribuito a un ulteriore incremento e qualificazione degli operatori esteri in visita. Quest’anno abbiamo contato un numero considerevole di buyer, di cui oltre il 40% provenienti dall’estero, in crescita del 23% rispetto all’edizione 2017».
Sul fronte novità, grande risalto è stato dato alle oltre 400 proposte presentate di cui circa il 40% riguarda l’alimentazione. Innovazione anche sul fronte design che si fa sempre più sofisticato, con forme e materiali ricercati e di maggiore qualità. La tecnologia applicata allo sviluppo dei prodotti si mette al servizio dell’animale e del suo proprietario per offrire il massimo comfort, mentre sul fronte pet care è emersa la predilezione per formule delicate, approccio omeopatico e ayurvedico. In generale si è notata una sempre maggiore sensibilità verso prodotti e materie prime biologiche, cicli produttivi sostenibili, packaging riciclabili.

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